Cinema e Motori

Mercedes 300 SL, il mio nome è leggenda

Nel febbraio di 68 anni fa nasceva la "Marilyn" delle auto più iconiche della storia

Per la Mercedes 300 SL sono 68 primavere: tante ne ha questo modello iconico di automobile che condivide con la Jaguar E-Type (che per Enzo Ferrari era la macchina più bella del mondo) e forse solo pochissime altre il ruolo di automobile pop nel senso eccellente del termine, come erano pop le Marilyn di Andy Warhol.

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E pensare che non doveva nemmeno circolare sulle strade normali: a partire dal Dopoguerra e precisamente dal 1950 Mercedes-Benz tornò a produrre automobili (nel solo 1938  arrivò a 42.687 unità, del resto il Fuhrer era un appassionato di auto e aveva sostenuto il comparto automobilistico nazionale con fortissimi incentivi economici e fu solo durante la guerra che la casa costruttrice dovette convertire la propria produzione a scopi bellici), ma a partire dal dopoguerra Mercedes Benz riannodò i fili produttivi soprattutto con il comparto estero e dal 1950 riuscì a rientrare nel settore corse avviando il progetto che avrebbe poi portato alla realizzazione della 300 SL da gara.

W194 – 300 SL dalla pista alla strada

Di MartinHansV – Opera propria, Pubblico dominio, commons.wikimedia.org

Rudolf Uhlenhaut e Alfred Neubauer presero in mano la situazione e il risultato fu la Mercedes W194, l’antesignana della  300 SL ‘Ali di Gabbiano’ , che fece cappotto con risultati sportivi di tutto rispetto: seconda alla Mille Miglia 1952 (dopo la Ferrari) e prima alla 24 Ore di Le Mans, alla Carrera Panamericana e al Nürburgring.

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Fu su questa macchina da corsa che nacque l’esigenza di farne una da strada, quella stessa che poi avrebbe preso il nome di Mercedes 300 SL ‘Ali di Gabbiano’ così chiamata perché i designer Karl Wilfert e Friedrich Geiger, per ovviare alla presenza del telaio a traliccio di tubi della sorella corsaiola, dovettero adottare per la 300 SL l’apertura degli sportelli ad ali di gabbiano (Gullwing).

La più veloce dell’epoca

danielsfotowelt via Pixabay

Presentata il 6 febbraio 1954 al Salone di New York era un monstre non solo estetico ma anche prestazionale, con una velocità che variava dai 220 ai 258 km/h a seconda delle versioni facendo della Mercedes 300 SL l’auto da strada più veloce di sempre, una roba incredibile. La produzione iniziò nell’agosto ’54 fino al ’57 con esemplari coupé e dal 1957 al 1963 solo come roadster, certamente per ragioni commercial/funzionali: accedere all’abitacolo della 300 SL ‘Ali di Gabbiano’ poteva richiedere un certo tipo di contorsionismo, scavallando il battitacco e lasciandosi scivolare nel sedile, esercizio che per gli uomini non era un problema ma per le donne che indossavano la gonna sì.

La stella a 3 punte nel noir francese

frame da video opera propria

Ed è l’attrice perfetta per uno dei miglior noir francesi dell’epoca che fu (tardi anni Cinquanta), Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud, 1958) di Louis Malle, con la splendida Jeanne Moreau e il grande Lino Ventura e colonna sonora nientemeno che di Miles Davis. Qui la Mercedes 300 SL ‘Ali di Gabbiano’ non è in assoluto la protagonista, appare a un certo punto della storia e non ha un ruolo centrale, ma domina le scene per un bel po’ e fa la sua porca figura. Essendo un noir, viene rubata a una coppia che fa una brutta fine e sfreccia nella notte parigina facendosi ammirare dalle tenebre.

frame da video opera propria

Il ruolo di star ce l’ha invece nel film dedicato alla Mille Miglia di Claudio Uberti (Rosso Mille Miglia): qui la leggendaria 300 SL Ali di Gabbiano è la macchina più bella al mondo nella corsa più bella al mondo.

Emanuele Beluffi

Giornalista pubblicista, già responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale, editor di CulturaIdentità, conservatore presso Fondazione Sangregorio Giancarlo.

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