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L’Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce di Pasolini è ancora viva?

Forse non è mai stata rottamata e oggi si troverebbe a Varese: pronta per una mostra?

L’Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce di Pasolini è ancora viva. E se non cammina, magari è in un garage nella provincia di Varese: l’avrebbe acquistata un signore (o una signora?) che, o non sa cos’ha comprato, oppure lo sa benissimo: forse per una futura esposizione museale?

Dobbiamo a Giuseppe Pollicelli la notizia pubblicata su il Giornale lo scorso sabato 5 dicembre e passata un po’ sotto silenzio, a parte una ripresa della notizia da parte del quotidiano Il Fatto: la morte di PPP, di cui per altro lo scorso 2 novembre ricorreva il 25esimo anniversario, rientra nel triste novero dei misteri italiani, sui quali sono stati versati nel corso degli anni i classicissimi fiumi di inchiostro e proprio la sua Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce è stata, in un certo senso, la causa della morte.

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fonte Fb – ALFA ROMEO CLUB Meccanica Sportiva

PPP fu ucciso dalla sua stessa auto

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 PPP viene prima pestato selvaggiamente e poi travolto dalla sua auto sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia a Roma.

Per la Giustizia italiana responsabile dell’omicidio è  Pino Pelosi (mancato nel 2017, condannato in primo grado per omicidio volontario in concorso con ignoti, con sentenza della Corte d’Appello nel 1976 che conferma la condanna escludendo i riferimenti al concorso in omicidio), fermato la notte stessa alla guida dell’Alfa di Pasolini.

Pelosi per trent’anni conferma la propria responsabilità  fino al maggio 2005 quando, intervistato da Franca Leosini per Ombre sul giallo su RaiTre, nega di essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio, che invece sarebbe stato commesso da altre tre persone giunte all’Idroscalo di Ostia su una macchina targata Catania.

Che la morte di PPP possa non essere inquadrata in un incontro privato finito malissimo lo suppone fin dall’inizio la sua amica Oriana Fallaci, che in una serie di articoli per l’Europeo del 1975 avanza proprio l’ipotesi del concorso di altri soggetti.

Un omicidio politico quindi? Forse: sulla morte di PPP si stende il velo oscuro della lotta di potere per la primazia del petrolio, cioè la morte di Enrico Mattei Presidente dell’Eni che osa sfidare le compagnie petrolifere internazionali e quel capitolo mancante del libro incompiuto di Pasolini intitolato Petrolio e pubblicato postumo, con quel personaggio fittizio che potrebbe (sottolineiamo: potrebbe) impersonare Eugenio Cefis, Presidente dell’ENI dopo Mattei.

Il tutto connesso alla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, rapito da Cosa Nostra e mai più ritrovato.

In mezzo a tutto questo: un libro intitolato Questo è Cefis, scritto con pseudonimo Giorgio Steimetz e pubblicato da una piccola agenzia di stampa milanese nel 1972 forse vicina alla Democrazia Cristiana e sparito immediatamente dalla circolazione (ma ripubblicato nel 2006): online l’edizione originale costa una sassata, quanto la prima edizione mondiale Feltrinelli del dottor Živago di Boris Pasternak.

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Di dave_7 from Lethbridge, Canada – 1970 Alfa Romeo 1750 GTV Dash, CC BY-SA 2.0, ommons.wikimedia.org

L’Alfa di PPP, un mistero in una catena di misteri

Ma torniamo all’Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce di Pasolini: targa Roma K69996 e numero di telaio 2429845. Sarebbe stata acquistata per 15mila euro nel febbraio 2020: fino a quella data e a partire dal 2018 sarebbe stata di proprietà di una persona residente a Erice in provincia di Trapani e ora dovrebbe trovarsi nella provincia di Varese.

Se è così, allora l’Alfa di PPP non è stata rottamata, contrariamente a quanto si è sempre pensato: del resto, anche cercandolo, il  certificato di avvenuta demolizione non si trova. Forse non c’è mai stato?

Nel 1981 l’auto doveva demolita, come riferito nel 2010 all’autorità giudiziaria da Graziella Chiarcossi, cugina ed erede di Pasolini, la quale avrebbe consegnato la macchina all’attore Ninetto Davoli, amico dello scrittore e regista, chiedendogli di portarla da uno sfasciacarrozze di Roma, tuttora esistente e nella cui documentazione d’archivio non risulterebbe il passaggio dell’Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce di Pasolini.

Dove è stata questa macchina fra il 1981 e il 2018? Per quanto tempo  è rimasta nel cortile della caserma dei Carabinieri di Ostia? Fra l’altro pare che, prima di finire a Trapani nel 2018, l’Alfa di PPP fosse passata a un acquirente palermitano in visita a Ostia. Quali e quanti sono stati i passaggi? E oggi in quale località di Varese potrebbe trovarsi? E’ forse in un garage in vista di un’esposizione in un museo?

Un ultimo appunto: l’Alfa di PPP sarebbe stata riverniciata di verde sull’originario grigio metallizzato.

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Martin308GTB, CC BY-SA 4.0 httpscreativecommons.orglicensesby-sa4.0, via Wikimedia Commons

Uscì di produzione quando PPP uscì di scena

Nata nel 1971 come evoluzione incattivita della 1750 GT Veloce e a sua volta derivata dalla Giulia Sprint GT Veloce. L’Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce (PPP acquistò la sua nel 1972) sviluppava 132 cv, sfiorava i 200 all’ora e venne prodotta fino al 1975,  casualmente l’anno della morte di PPP. Montava un propulsore a 4 cilindri in linea di 1962 cm cubici a 5500 giri al minuto. La carrozzeria era firmata Bertone, era un vettura sportiva di forma compatta e rappresentava. All’epoca, la testa d’ariete dell’Alfa Romeo per sfondare nel campo degli avversari. Del resto era il primo coupè del Biscone.  Fu presentata alla stampa nel giugno 1971 a Gardone e poi al Salone di Torino. Era un coupé che faceva sognare e fa sognare tuttora.

Emanuele Beluffi

Giornalista pubblicista, già responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale, editor di CulturaIdentità, conservatore presso Fondazione Sangregorio Giancarlo.

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