Auto-Storia: i modelli più significativi

Alpine A610, l’ultimo grande eroe Alpine. Anzi no

In produzione dal 91 al 95, l'A610 fu il canto del cigno della casa di Dieppe (per un po')

L’avevo già scritto qui: non sempre riesci a sfangarla se vuoi fare la Porsche dei poveri. Un marchio che produce modelli di prestigio avrà sempre i suoi clienti, anche macellai arricchiti magari, che vorranno proprio QUEL prodotto e non altri, anche se non sono indegni. La storia delle Alpine A310 eA610 sta qui a dimostrarlo.

Somiglianze di famiglia

Cjp24, CC BY-SA 4.0 creativecommons.org, via Wikimedia Commons

L’Alpine A610 venne lanciata al Salone dell’automobile di Ginevra nel 1991 ed era fondamentalmente un restyling della GTA V6, presentata 7 anni prima, con migliori rifiniture negli interni (comparvero forse per la prima volta i comandi al volante per l’autoradio) per competere con le sportive tedesche più blasonate (leggi Porsche) e modifiche all’esterno (in particolare con l’introduzione di fari a scomparsa: l’Alpine A610, infatti, si basava sulla GTA sviluppata per gli USA, mercato dove per altro non sarebbe mai stata venduta), mentre il motore PRV centrale posteriore venne maggiorato a 3 litri e dotato di un turbocompressore Garrett per permettere alla vettura di raggiungere una potenza di 250 cv e toccare una velocità massima di 265 km/h.

Tu vuò fà l’americano

Vauxford, CC BY-SA 4.0 creativecommons.org, via Wikimedia Commons

Ma questi miglioramenti estetici e ingegneristici non consentirono all’Alpine A610 di ottenere un successo di vendite, anche a causa del suo prezzo troppo elevato, al punto che la produzione si fermò nel 1995 dopo soli 818 esemplari (di cui 67 con guida a destra): i clienti volevano un rapporto qualità/presso che l’Alpine non poteva offrire, costava troppo ma era meno prestigiosa di una Porsche. Di conseguenza, nonostante le ottime recensioni della stampa specializzata, la GT francese non ebbe mai un folto gruppo di aficionados.

E probabilmente l’errore di base fu proprio…”ancestrale”, cioè associare il nome Renault a quello di Alpine per vendere insieme auto costose.

A610: il canto del cigno, anzi no

Andrew Bone from Weymouth, England, CC BY 2.0 creativecommons.org, via Wikimedia Commons

Di fatto, la A610 fu l’ultima a portare il nome Alpine: nello stabilimento di Dieppe quell’anno si iniziò a produrre la Renault Sport Spider e il nome Alpine sparì, per poi rinascere nel 2017 con la Alpine A110.

Rarità rarità dappertutto rarità

Inizialmente la A610 venne lanciata con un solo modello, chiamato semplicemente Alpine A610 Turbo, al quale poi si aggiunsero due serie limitate:

  1. la A610 Albertville, presentata in occasione delle Olimpiadi Invernali di Albertville del 1992 (due esemplari, utilizzati per il trasporto di personalità varie durante i Giochi Olimpici. La A610 Albertville indossava una livrea White Gardenia, cerchi verniciati di bianco e lettore CD installato di serie
  2. la A610 Magny-Cours , presentata nel giugno 1992 in occasione della vittoria della Williams-Renault al Gran Premio di Francia a Magny-Cours nel luglio 1991. Ne vennero prodotti trentuno esemplari verde perla, con cerchi anch’essi verniciati di verde e interni in pelle nera di altissima qualità (e lettore CD si serie anche qui).

Emanuele Beluffi

Giornalista pubblicista, già responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale, editor di CulturaIdentità, conservatore presso Fondazione Sangregorio Giancarlo.
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