Auto-Storia: i modelli più significativi

Opel Omega Lotus, la berlina più veloce del mondo

Non solo Thema 8.32 e Sierra RS Cosworth: quando crucchi e inglesi si misero assieme....

Lancia Thema 8.32 e Ford Sierra RS a cosa vi fanno pensare? Sì, la velocità, il blasone, le prestazioni, la linea, ma poi? Il filo rosso si chiama partnership, nella fattispecie la sinergia fra super case costruttrici, Lancia/Ferrari, Ford/Cosworth e… Opel/Lotus

Negli anni 80 e poi nei primi ’90 il mercato automobilistico europeo era pervaso da una fervente competizione tra i produttori di auto 🔝 e i crucchi ad certo momento non vollero esser da meno: conferire a una berlinona prestazioni da supercar . In questo scenario Opel  fece una mossa audace e affascinante con la sua Opel Omega dando vita a una collaborazione esclusiva con Lotus g, allora guidata da Michael Kimberley. Il risultato di questa sinergia fu la creazione di un’auto unica nel suo genere: l’Opel Omega Lotus.

Opel Omega Lotus, la berlina più veloce del mondo

By Brian Snelson from Hockley, Essex, England – Lotus Carlton engine, CC BY 2.0 commons.wikimedia.org

Se dici Opel Omega Lotus dici anche Vauxhall Carlton Lotus, nel senso che è lo stesso modello di automobile, con la differenza che nella Perfida Albione la chiamavano Vauxhall essendo il nome utilizzato da General Motors, proprietario sia di Opel che di Lotus, per le vetture vendute nel mercato britannico. Ma ciancio alla bande: il progetto Omega Lotus prese vita nel 1988, quando Opel decise di conferire alla sua tranquilla berlina di famiglia, la Opel Omega, una nuova dimensione di potenza e prestazioni. Ma serviva un partner specializzato nel campo delle auto sportive e Lotus era proprio il partner ideale per raggiungere tale obiettivo ambizioso  e, nel 1988, venne avviata una partnership esclusiva. Il progetto prevedeva l’impiego delle competenze di Lotus per sviluppare una versione ad alte prestazioni dell’Opel Omega, il modello di punta di Opel, trasformandolo in un’auto capace di competere con auto sportive contemporanee del calibro di Ferrari, Lamborghini e Porsche (ma anche  BMW M5 E34, Mercedes W124 500 E e Lancia Thema 8.32) pur trasportando comodamente quattro o anche cinque passeggeri . La Omega Lotus fu una unicità: fino al 2005 è stata la berlina quattro porte più veloce e potente del mondo.

La Opel Omega Lotus fu presentata al pubblico nel 1990 e divenne un’edizione limitata destinata agli appassionati di auto sportive di alto livello. La sua esclusività, le prestazioni impressionanti e il design distintivo la resero un’icona del suo tempo: pensare che all’inizio volevano infilarci il V8 della Corvette, ma fisicamente non ci stava e fu così che si risolse il problema ingombro prendendo il 6 cilindri da 3 litri della Omega Evo 500 potenziato da Lotus a 3.6 litri aggiungendo due turbocompressori Garrett T25 , che forniscono fino a 0,7 bar (10 psi) di spinta da circa 1.500 giri / min, mentre aveva lo stesso cambio manuale a 6 marce della Corvette C4 ZR1. Et voilà, ecco il cuore pulsante della Opel Omega Lotus, il propulsore in grado di erogare una potenza di 377 cv e una coppia di 580 Nm, per una velocità massima di oltre 280 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in soli 5,4 secondi.  Come scrive Luca Maini su Rolling Steel, “sorpassava la Ferrari 348, la Honda NSX, e la Porsche 911 Turbo lanciandosi nella zona di caccia della Ferrari Testarossa. Una berlina mezza accozzaglia di roba inglese, tedesca, americana e australiana egregiamente mescolata a dovere da Lotus che è solo 3 kilometri orari più lenta di una supercar v12 che sfiora i 290?” (fonte: https://rollingsteel.it/storie/vauxhall-carlton-40ra/)

Esteticamente, l’Opel Omega Lotus era tutt’altro che sobria, anzi diciamo che era la quintessenza dell’ignoranza, ma aveva il suo bellissimo perché , come il badge “Lotus” sulla calandra e gli adesivi laterali con il logo “Omega Lotus” e, all’interno, pelle Connolly, inserti in radica, ed un unico colore disponibile per la carrozzeria: l’Imperial Green. Degni di menzione i cerchi in lega da 17 pollici,.

Opel Omega Lotus, un edizione limitata per cui sbavare

By Patrick Salchow – Opel-Treffen in MZA Luckau 2008 – fotografiert von Patrick Salchow, Public Domai commons.wikimedia.org

L’Opel Omega Lotus non fu certo un modello di produzione di massa.  Ne vennero realizzati solo 950 esemplari, 320 per il mercato inglese e 630 per il mercato europeo.

Le guardie non riuscivano a starle dietro

L’Opel Omega Lotus è un po’ il segno dei tempi, quando le case automobilistiche osavano sperimentare e creare prodotti speciali per soddisfare gli appassionati di guida sportiva e prestazioni elevate. Questa collaborazione tra Opel e Lotus è rimasta un episodio memorabile nella storia automobilistica e una testimonianza del fascino senza tempo delle auto che fondono potenza e quel certo non so che di familiare. Rispetto ad oggi, sembra non  solo preistoria ma soprattutto utopia.

E anche se non puoi fermare il progresso, l’aura di questa vettura unica continua a brillare e collezionisti e appassionati oggi sbavano

Una curiosità: se in Italia il Deltone era fra i favoriti dai ladri, in U.K. quel ruolo lo ricoprì la Omega Lotus. Pare che un agente di polizia delle West Midlands, poiché le loro auto della polizia non erano in grado di inseguire in sicurezza la Lotus Omega rubata, avesse detto: “Semplicemente non siamo stati in grado di avvicinarci alla “cosa” e sembra improbabile che lo faremo mai” (fonte: INDEPENDENT, https://www.independent.co.uk/news/uk/police-left-trailing-by-highspeed-ramraiders-1405257.html)

Emanuele Beluffi

Giornalista pubblicista, già responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale, editor di CulturaIdentità, conservatore presso Fondazione Sangregorio Giancarlo.
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