Gran Torino, quella Ford che era la Detroit d’Italia

Da Starsky & Hutch a Clint Eastwood, la muscle car Gran Torino fu un successo popolare e commerciale

Lucida la sua Gran Torino del 1972 e la guarda soddisfatto seduto in veranda. Ci avrà percorso decine di migliaia di kilometri o forse no, magari in fabbrica alla Ford ci andava a piedi. Ad ogni modo è lei la protagonista del film che nel 2008 il buon vecchio Gunny dedica (anche) all’America e a quei valori non solo materiali che lui imperterrito vuole continuare ad incarnare, anche se non siamo più negli anni Cinquanta.

Sgarbi direbbe che è come una scultura di Alexander Calder

La Gran Torino di Clint – Ph- Loren Javier via Flickr

Quella Gran Torino che Clint Eastwood / Walt Kowalski (veterano della guerra di Corea e pensionato della Ford Motor Company, che ama la sua macchina più di qualsiasi altra cosa al mondo, una sorta di simbolo di tutto ciò che Kowalski ama del suo paese e della sua vita passata) tratta come una sacra reliquia è la sua Ford Gran Torino e se fossimo Vittorio Sgarbi diremmo che è un’opera d’arte automobilistica senza eguali: la sua bellezza è unica, come un dipinto di Jackson Pollock o una scultura di Alexander Calder. La Ford Gran Torino l’aveva progettata il team di designer della Ford Motor Company guidato da Bill Shenk e vide la luce nel 1968: quella del film di Clint Eastwood rappresenta l’America degli anni ’70.

Ma del resto sul piccolo schermo l’avevamo già viste nella serie cult di Starsky & Hutch: verde quella di Clint, rosso brillante con una striscia bianca lungo i lati quella di Starsky & Hutch.

Foto sx: Di lrumiha – originally posted to Flickr as Gran Torino, CC BY 2.0, commons.wikimedia.org – Foto dx: Greg Gjerdingen, CC BY 2.0 httpscreativecommons.orglicensesby2.0, via Wikimedia Commons

Perché si chiamasse Torino è presto detto: alla Ford volevano tributare la città piemontese sede della Fiat, vista un po’ come la Detroit d’Italia (oggi invece…..). Il “Gran” arriva dopo, al momento del lancio si chiama solo Ford Torino (1968), è lunga 5 metri e larga 2 ed è disponibile in diverse versioni, coupé due porte, berlina 4 porte, familiare 4 porte e decappottabile 2 porte, più il modello Torino GT.

Big Sur Gran Torino, una Gran Torino vagonata – Ph. Todd Lappin via Flickr

Disponibili più motorizzazioni, dal V8 a 4900 cm³ al 6400 cm³ Ford FE serie 390. Nel 69 esce la Torino Cobra con cambio manuale a 4 rapporti e motore motore Ford Cobra 428 settemila di cilindrata (immaginatene uno oggi ahah!), cui si affianca, ma in pochi esemplari e per l’utilizzo nelle gare NASCAR, la Ford Torino Talladega.

Di Carl Sharp – Opera propria, CC BY-SA 3.0 commons.wikimedia.org

Nel 1970 arriva il refresh estetico, con linee più morbide e nomi fumettistici tipo Thunder Jet, Cobra Jet e Super Cobra Jet, più Boss per quella “Torino King Cobra” destinata Campionato NASCAR ma rimasta solo a livello di embrionale anzi prototipale come dicono gli esperti,  con due esemplari costruiti e adesso sappiamo dove il batterista hard rock Carmine Appice prese il nome della sua band negli anni 80 (I King Cobra, appunto).

Torino, Gran Torino

Caprice 96 at the English-language Wikipedia, CC BY-SA 3.0 creativecommons.org, via Wikimedia Commons

Ma questa Gran Torino? Calma ragazzi ci avete messo 9 mesi per nascere. Arriviamo al 1972 e la Torino cambia faccia (nuocva calandra) e nome: la GT diventa Gran Torino, ma anche Gran Torino Sport, a seconda delle differenze estetiche che andiamo qui ad elencare:

-Design esterno: la Gran Torino Sport aveva un design più sportivo rispetto alla Gran Torino standard. Questo si rifletteva in una serie di modifiche estetiche, tra cui una griglia anteriore distintiva, un cofano con una gobba centrale, uno spoiler anteriore e posteriore, e cerchi in lega speciali.

-Motore: la Gran Torino Sport era disponibile con una gamma di motori più potenti rispetto alla Gran Torino standard. Ad esempio, la Gran Torino Sport poteva essere equipaggiata con un motore V8 da 7,5 litri che produceva 360 CV.

-Interni: la Gran Torino Sport aveva interni sportivi con sedili avvolgenti e strumentazione aggiuntiva rispetto alla Gran Torino standard.

-Cambio: la Gran Torino Sport era disponibile con una trasmissione manuale a 4 velocità, mentre la Gran Torino standard era disponibile solo con una trasmissione automatica a 3 velocità.

Insomma, la Ford Gran Torino Sport era una versione più sportiva e potente della Gran Torino standard ed è proprio quella, che Clint Eastwood / Walt Kowalski guida nel film.

La Torino è stata una vettura di successo per la Ford: nl 1973, la Gran Torino è stata la terza auto più venduta negli USA, dietro alla Chevrolet Impala e alla Oldsmobile Cutlass.

Tu vuò fà l’americano

Ph. Michael via Flickr

Se stai cercando un’auto americana “vintage” e non ti garba la Mustang, allora la Torino di Clint Eastwood / Walt Kowalski fa proprio al caso tuo: Per dire, una Gran Torino Sport del 72, Sotheby’s nel 2014 l’aveva battuta all’asta per $19,800 USD e non è che i prezzi dieci anni dopo siano schizzati, a meno che non vuoi una replica della Torino di Starsky & Hutch, che arriva a costare qualche decina di migliaia di euro in più.

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